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Ginevra- Right to Dev. and post 2015 agendaIl dott. Jorge Ferreira, rappresentante di New Humanity a Ginevra, è stato il moderatore dell'evento a margine della 24esima sessione regolare del Consiglio dei Diritti Umani dell'ONU dal titolo: "Diritto allo Sviluppo e l'Agenda del post-2015".
L'evento ha avuto luogo il 13 settembre presso la sala XXVII del Palazzo delle Nazioni ed è stato organizzato in collaborazione con APG23, Caritas Internationalis e Dominicans for Justice and Peace (Ordine dei predicatori).

Tra i co-organizzatori anche la Missione permanente dell'Italia presso l'ONU di Ginevra, il Forum ginevrino delle ONG d'ispirazione cattolica, il gruppo di lavoro delle ONG d’ispirazione cattolica per il Diritto allo Sviluppo, IIMA, OIDEL, VIDES International, Association Points-coeur e Francisans International.

Una cinquantina i partecipanti. Tra questi, rappresentanti di varie ONG internazionali e di Rappresentanze Nazionali ed Responsabile della Sezione per  il Diritto allo Sviluppo dell’Ufficio dell’Alto Commissariato dei Diritti Umani (OHCRH).
Presenti inoltre i partecipanti al Corso Estivo in Diritti Umani dell'Istituto Universitario Henry Durant e tra questi anche i due esponenti di New Humanity che vi hanno partecipato (Leggi l'articolo).

Ginevra- Right to Dev. and post 2015 agenda 2“Per quanto riguarda il diritto allo Sviluppo – ha ricordato il dott. Ferreira nella sua introduzione - abbiamo documenti meravigliosi. Purtroppo però, i principi di questi documenti non sempre sono messi in pratica.
Noi ONG esistiamo dunque per questo scopo: fare in modo che tutti i principi che la comunità internazionale ha prodotto negli anni vengano sviluppati e messi in pratica. Facciamo in modo che non si tratti di parole, ma di fatti attraverso l'impegno di tutti!”

A fare da eco alle parole del Dott. Ferreira, l'intervento sullo “Stato attuale e le prospettive future per i Gruppi di lavoro sul Diritto allo Sviluppo”, di sua Eccellenza Ms. Tamara Kananayakam,  Responsabile del Gruppo Intergovernativo sul Diritto allo Sviluppo.
“Gli obiettivi del millennio si inserivano  in un contesto di ineguaglianza  – ha affermato  Ms. Kananayakam- che ha reso inevitabili una lunga serie di malfunzionamenti. Si tratta di un problema strutturale che richiede dunque un cambiamento radicale all'approccio che si dovrà avere per gli Obiettivi di Sviluppo per il post-2015. In particolare, invece che di un approccio volto a una re-distribuzione delle risorse, si dovrà puntare all'affermazione dei diritti elencati nelle principali convenzioni internazionali."

Ginevra- Right to Dev. and post 2015 agenda 3“Realizzare una visione trasformatrice della Dichiarazione del Diritto allo Sviluppo” è stato invece il tema al centro dell'intervento della dott.sa  Shiami Puvimanasinghe, membro della Sezione per il Diritto allo Sviluppo dell’OHCRH. Momento centrale del suo intervento, l'appello affinché “il concetto di sviluppo trovi un ambiente favorevole per i diritti umani ad ogni livello, permettendo così la realizzazione dell'intero potenziale della persona umana (fisicamente, psicologicamente, emozionalmente e spiritualmente). In tal modo, il diritto allo sviluppo entra strutturalmente nell'ambito dello sviluppo umano.”

La signora Maria Merceds Rossi, rappresentante principale di APG23 a Ginevra, ha proposto quindi la prospettiva delle ONG di ispirazione cattolica rispetto all'Agenda post-2015: “Il primo obiettivo deve essere quello dello sradicamento della povertà – ha esordito – ma occorre poi che si punti ad un concetto di sviluppo incentrato sullo sviluppo integrale della persona umana. Il nostro impegno è dunque affinché l'Agenda per il post-2015 sia molto più dettagliata e proponga una globalizzazione inclusiva che comprenda la diversità culturale, un'economia solidale e cooperativa ed il concetto di sussidiarietà.”

Infine, Ms. Arafa Cherif, esponente di Caritas Ginevra, si è concentrata sul Diritto allo Sviluppo visto dalla prospettiva dei migranti. Attraverso l'esperienza di una migrante chadiana, brutalmente mutilata per aver rifiutato un matrimonio forzato, ha ricordato a tutti come molti paesi abbiano ratificato numerose convenzioni sul Diritto allo Sviluppo, lasciando tuttavia aperto il problema della loro messa in pratica e della violenza di cui restano come sempre vittime soprattutto le donne e i bambini.

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