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GMU a Forum Giovani UNESCO 3Si è svolto a Parigi, dal 29 al 31 ottobre 2013, l'ottavo Forum dei Giovani dell'UNESCO. 500 i giovani partecipanti, radunati per dibattere sui temi: "Inclusione Giovanile e Sociale: Impegno Civico, Dialogo e Sviluppo di Competenze".
All'evento, era presente per la prima volta anche una delegazione di giovani di New Humanity (Giovani per un Mondo Unito) sospinti dal lavoro che portano avanti con lo United World Project: la loro grande iniziativa, volta a promuovere in tutto il mondo l'ideale della fraternità universale.

Nel corso dell'evento, i 500 giovani partecipanti hanno formulato raccomandazioni per i Paesi membri dell'UNESCO che saranno presentate durante la sessione del 37 ° Conferenza Generale dell'UNESCO che si terrà dal 5 al 20 novembre. I partecipanti hanno lavorato insieme, inoltre, per scegliere quindici progetti giovanili da promuovere che hanno ricevuto il label “8th UNESCO Youth Forum”.

GMU a Forum Giovani UNESCO 2La partecipazione dei Giovani per un Mondo Unito al Forum è stata sospinta dagli sviluppi che sta avendo lo United World Project anche presso l'UNESCO. L’incontro è stato così un’opportunità per portare le esperienze di impegno concreto dei Giovani per un Mondo Unito alla costruzione di una nuova società anche in questi spazi, come contributo originale a questa "fabbrica di idee per cambiare il mondo".

Joaquín Salzberg, dell’Argentina, racconta: «abbiamo fatto qualche proposta di raccomandazione ispirata alle nostre esperienze concrete. Ha riscosso particolare interesse quella volta a promuovere spazi di partecipazione intergenerazionale, che sappiano andare al di là di quelle dimensioni per soli giovani, così staccate dalla realtà adulta. Sento che la nostra partecipazione a questi spazi può aiutare a far diventare più vive tante idee che condividiamo con l'UNESCO.”

Anne-Cécile Geffard, della Francia, è rimasta invece molto colpita dai discorsi d’inaugurazione e conclusione del Forum. «E’ stato molto forte sentire M.me Irina Bokova, Direttrice generale dell'UNESCO, parlare di concetti che sono molto vicini al nostro ideale: il mondo deve vivere come una sola famiglia umana, per arrivare alla pace dobbiamo aprire il cuore ed amarci gli uni gli altri, sono i piccoli atti concreti che costituiscono un mondo migliore,...»

«Mi hanno colpito - continua Anne-Cécile - ancora di più le parole di M.me Katalin Bogyay, presidente della Conferenza Generale, che avevo già sentito parlare nel 2012 al Genfest, davanti a 12.000 Giovani per un Mondo Unito di tutto il mondo. A conclusione del Forum ha parlato a tutti di “Ubuntu”, questo valore africano che esprime la convinzione che 'io sono perché noi siamo' e che è anche alla base di Sharing with Africa, prossima tappa dello United World Project.»

«Ciò che mi ha colpito di più - conclude - è stato conoscere tantissimi giovani che credono fermamente nelle loro idee e capacità di poter cambiare il mondo. Ho sentito fortissimo che questo cambiamento è possibile e che comincia da me, lì dove sono, con ciò che posso fare adesso».

Il risultato di questo forum giovanile sarà parte degli input che la Conferenza Generale dell’UNESCO - composta dagli ambasciatori di 195 paesi - prenderà in considerazione per stabilire i nuovi indirizzi di lavoro per l’organizzazione.

Al riguardo, Shemila Cheng di Hong Kong conclude: «Queste iniziative ci lasciano vedere che c’è una strada verso il mondo unito anche qui, percorsa da tanti giovani di tutto il mondo. Essendo lì, così diversi, ma così impegnati per risolvere i problemi insieme, questo ci ha fatto sentire veramente come una sola famiglia. Su questa strada anche noi vogliamo dare il nostro contributo».

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